Kristallhütte: Il lusso del sublime nella valle Zillertal

22.12.2017Irene HeiszIrene Heisz

Consultando il dizionario alla voce “civetteria” potreste trovare come riferimento “vedi Kristallhütte, Kaltenbach nella valle Zillertal”. E in effetti siamo ben lontani dal concetto di baita per questo piccolo Hotel di lusso in alta quota con uno squisito ristorante gourmet.

Quando Stefan Eder, l’oste del rifugio Kristallhütte (“baita di cristallo”), vuole stare un po’ tranquillo, si ritira su una mega panca di legno di fronte alla baita con in mano un bel piatto di Kaiserschmarren, la tipica Frittata dell’Imperatore. “E’ il posto ideale dove trovare un po’ di pace e tenere sott’occhio tutto” ci spiega sorridendo questo simpatico personaggio tirolese, mentre la forchetta affonda nel tipico dolce servito in versione deluxe: con una pallina di gelato alla vaniglia, mousse di mela e prugne arrostite.

Ma in realtà al 37enne capita piuttosto raramente di volersi ritirare dall’animata vita dell’arena sciistica Hochzillertal. “Adoro stare fra la gente”, afferma convinto, “anche se lo faccio da undici anni. Perché dare forma alle nostre idee originali è ogni giorno una nuova e interessante sfida”. E che questo implichi anche un po’ di frenesia lavorativa, è del tutto normale.

Der Hochsitz vor der Hütte ist Lieblingsplatz vieler Gäste, und auch jener von Hüttenwirt Stefan Eder.

Questa panca davanti al rifugio è uno dei posti preferiti dagli ospiti e dall’oste Stefan Eder.

La nuova dimensione dei rifugi sciistici

Da sempre la semplicità naturale di un rifugio in montagna esercita un fascino incredibile sugli uomini, soprattutto per chi vive in città, nel mondo civilizzato e abituato alle comodità. Ritornare a se stessi ed entrare in contatto con le forze della natura a volta può incutere timore. Ma porta anche un senso di libertà per l’anima e possibilità per purificare il proprio corpo. Questo vale per i rifugi classici. E ancor dippiù per gli straordinari rifugi in quota nella valle dello Zillertal, proiettati verso una nuova dimensione.

Sta all’ospite scegliere come rilassarsi dopo una splendida giornata trascorsa sulla neve. C’è solo l’imbarazzo della scelta: il rifugio Wedelhütte è la trattoria tirolese più ad alta quota a servire piatti gourmet, il rifugio Schneekarhütte sulla montagna Penken vi invita a soggiornare in una piramide futuristica in mezzo alle montagne, mentre la Platzlalm con le sue atmosfere tradizionali è molto amata anche dalle famiglie e dai bambini.

Ma torniamo a parlare del rifugio Kristallhütte. Chi alloggia qui, al contrario degli altri ospiti che scendono a valle, può regalarsi un bagno con vista a 360 gradi sulle cime circostanti, visitare la Spa, gustare una meravigliosa bistecca alla brace… Goduria pura! Sono momenti magici in cui persino gli agnostici più convinti possono vivere momenti sublimi.

Nessun negozio girato l‘angolo

L’oste Stefan Eder del rifugio Kristallhütte conosce bene queste emozioni. Anche se la vita quotidiana è caratterizzata dalla prosaica e impegnativa sfida di dirigere un rifugio che si presenta allo stesso tempo come eccezionale ristorante gourmet, piccolo e delizioso Hotel e rifugio tradizionale. Gastronomia e turismo Stefan ce l’ha nel sangue visto che è figlio di albergatori con un Hotel giù nella valle. Ma le condizione in cui lavora Stefan con la sua compagna Verena e tutto il team attorno al capocuoco Christian Hotter sono sicuramente più impegnative dato che la Kristallhütte si trova a 2.147 metri di quota.

Le difficoltà cominciano già dalla logistica degli acquisti. „Siamo in alta montagna”, ricorda Eder, „se in cucina manca un prodotto non posso fare semplicemente un salto nel negozio dietro l’angolo. “E in più bisogna tener presente che in alta quota soprattutto d’inverno l’aria è molto secca, in pratica abbiamo una pressione che corrisponde a quella dentro ad un aeroplano. I pasti devono essere conditi più forti per avere lo stesso gusto che hanno a valle. E in più tutti i generi alimentari si seccano molto rapidamente. Per non parlare di piccolezze come il classico uovo per la prima colazione di quattro minuti che qui deve cuocere sette minuti per avere esattamente la giusta consistenza.

Fine giornata rilassante

Visto che Stefan ama stare in mezza alla gente si gode spesso la compagnia nella frequentatissima Lounge oppure si siede con gli ospiti nella spettacolare sala con camino a fuoco aperto proprio al centro della Kristallhütte. Con il fuoco scoppiettante si abbina perfettamente una bella bistecca Rib-eye da mezzo chilo di Black Angus, servita su piatto di legno e accompagnata da una pannocchia di mais alla griglia e patate in camicia. „In genere la porzione è pensato per due persone”, spiega Eder. „Ma ci sono anche appassionati della bistecca che dopo una lunga giornata sugli sci la gustano in solitario”.

Un menu gourmet di più portate richiede naturalmente il giusto abbinamento di vini: la cantina della Kristallhütte offre principalmente gocce selezionate austriache ed italiane, ma vi si trovano anche ottime bottiglie provenienti da altre nazioni. “Qualche volta ci sta bene anche un buon Bordeaux”, dice semplicemente Eder. E racconta che persino con il vino in bottiglia si deve stare attenti perché si comporta diversamente in quota piuttosto che a valle: “Certi vini bianchi per esempio amplificano l’acidità. Potrebbe essere un vantaggio, ma non sempre”. E’ questo il motivo per cui le bottiglie vengono degustate direttamente in loco. E solo dopo aver passato l’esame vengono stoccate in cantina.

Ulteriori informazioni sulla Kristallhütte: www.kristallhuette.at

Irene Heisz

Irene Heisz, giornalista, autrice e presentatrice, contribuisce al BlogTirol con spirito sagace e un pizzico di ironia scrivendo del Tirolo, dei tirolesi e delle loro curiose caratteristiche.

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