Un viaggio nella valle Alpbachtal, tra monti e mucche

16.08.2018OspiteOspite
Alpbach

Viaggiamo per incontrare luoghi diversi, per il gusto di lasciare casa e godere di paesaggi che ci possono ricordare quell’armonia che fatichiamo a trovare ogni giorno. Viaggiamo per recuperare il silenzio degli istanti, per respirare a pieni polmoni e sentire che tutto va bene, così com’è. Le Alpi che segnano l’orizzonte di chi come me vive a nord, sono la promessa costante e ferma che anche un piccolo viaggio può riempirci di una quieta meraviglia. Mi è bastato superare il confine e trovarmi in Tirolo, più precisamente in una sua piccola regione, l’Alpbachtal, per lasciarmi andare, tra sentieri e pascoli.

Mi ha accolto un piccolo paese, fatto di poche vie e di tante fattorie ancora attive, dove i prati sembrano tagliati ogni giorno, dove si sente l’odore erbaceo del letame, che potrebbe infastidire ma che è sicuramente più leggero dello smog delle città. Reith im Alpbachtal è un borgo tirolese di montagna, dove non c’è solo turismo ma anche persone che vivono, che fanno uscire le mucche dalle stalle il mattino, che ti salutano per strada vestiti con gli abiti della tradizione.

Accanto ad una di queste stalle ho dormito per tre notti, in un vecchio maso in gran parte di legno, dove le assi del pavimento scricchiolano com’è giusto che sia, dove appoggiato ad un balcone, potevo osservare le luci del mattino tra le nuvole che circondavano le montagne vicine. Reith è stato un punto di arrivo e di ritorno per conoscere un po’ quello che avevo attorno.

Il lago Reither See, un luogo idilliaco nel cuore della valle Alpbachtal

Di questo mondo nuovo ricordo con vivo piacere le strade deserte da percorrere con la mountain bike elettrica, pedalando senza sforzo su e giù, accanto a vecchie case, simili a quella dove dormivo, ricolme di gerani e begonie che tingevano di rosso e di viola le facciate di legno scurite dai secoli. Ricordo il piacere di salire verso un rifugio, di bere l’acqua fresca che esce da una fontana nella roccia, il sapore di un piatto di canederli e poi la discesa veloce, l’adrenalina delle corse in bici quando ero piccolo.

Su duo ruote a Alpbach, il “Villaggio più bello di tutta l’Austria”

Per vivere un territorio bisogna sentirlo con il corpo e per me, il modo migliore è mettere un passo davanti all’altro, camminando senza fretta, cercando di sentire il profumo del bosco, il suono di un torrente e scorgere più sfumature possibili tra le foglie, i rami e il cielo.

La gola Kaiserklamm è stata una sorpresa che si è aperta improvvisa nella roccia, un sentiero da percorrere sovrastato dall’acqua che scorre impetuosa, dalla roccia vicina scavata dalla natura e dagli uomini, che seguivano questa forza che scende dai monti per trasportare a valle il legname. I canyon sono luoghi di confine, sospesi tra la terra e l’acqua, insenature che paiono un rifugio e qui basta camminare, con un po’ di prudenza, per farsi rinfrescare dall’aria frizzante del bosco mossa dal rapido torrente.

Passeggiando attraverso il paesaggio della forra Kaiserklamm a Brandenberg

Un territorio è vivo quando oltre i sentieri e i piaceri concessi al viaggiatore, puoi leggere le storie che lo animano, non in qualche museo o depliant ma per strada, magari cercando un negozio di prodotti tipici o facendo due passi al mattino. L’Alpbachtal mi è apparso allora come un insieme di valli alpine che si ricordano il loro passato e che sanno anche festeggiarlo.

L’Almabtrieb, la festa della transumanza, è una celebrazione che attira migliaia di turisti da Italia, Francia e da più lontano, ma è anche il momento in cui si chiudono i cerchi, in cui termina l’estate e i verdi pascoli delle altitudini cominciano a diventare bianchi delle prime nevi, quando il raccolto del fieno, della segale, delle mele ci racconta della vera fine dell’anno, quando tutto inizia a fare più silenzio e rimangono solo i comignoli dei camini che fumano a ricordarci della vita che procede, nascosta.
Prima di chiudere le stalle però si festeggiano i pastori e le mucche, vera ricchezza di un tempo, che scendono dai monti e che addobbate di ricchi colori e grosse campane sfilano per i paesi come Reith accolti da una folla festosa. È una tradizione di tutto il mondo alpino, anche dell’Italia, che però io ho visto per la prima volta qui nell’Alpbachtal, in Tirolo.

La transumanza è l’highlight dell’anno nella località Reith im Alpbachtal .

La festa inizia al mattino presto e va avanti fino a notte, tra balli e canti tradizionali, tra tavolate dove si mangia e si beve insieme ad amici e parenti, tra bancarelle di aziende locali e decine di mucche che pascolano placide tra quelli che apparivano prati e che invece sono pascoli, facendosi accarezzare da bambini ma anche da adulti, in fondo riconoscendo loro la giusta importanza per un mondo agricolo ancora vivo.

Nel rumore allegro della festa, prima che il sole ancora caldo del primo autunno calasse, ho trovato un piccolo angolo di silenzio dove salutare questa nuova meta. Tra le decine di piante medicinali e culinarie di un giardino botanico dedicato a Hildegard Von Bingen, mistica e guaritrice del Medioevo, ho contemplato il campanile di Reith e i monti ancora verdi, ho sentito il suono dell’Almabtrieb in lontananza e ho ringraziato, come faccio sempre quando viaggio in un territorio, un piccolo rituale per ricordarmi che non sono mai solo di passaggio in un luogo, che c’è sempre uno scambio, dei ricordi, delle mappe emotive da fissare da qualche parte, per magari ritornare.

Sull’autore:
“Luca ama viaggiare negli spazi di silenzio e di quiete che si trovano vicino, vere e proprie oasi per recuperare le proprie energie. Le montagne e le valli sono i luoghi dove ama ritrovarsi e che ama raccontare con un tocco di poesia.”

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