La Casa della Musica a Innsbruck

05.11.2018KlausKlaus
Außenansicht mit Jesuitenkirche

Dopo tre anni di fase costruttiva, la nuova Casa della Musica di Innsbruck è stata inaugurata. La “grande Nera” è un colpo d’occhio architettonico, nel quale una dozzina di istituzioni, che fino adesso erano sparse in tutta Innsbruck, hanno trovato casa.

Nell’arco dei secoli la capitale tirolese è diventata un piccolo ma raffinato centro culturale europeo Qui anche nel 21mo secolo si generano impulsi. In mezzo alle facciate del centro storico di Innsbruck, la nuova Casa della Musica ha aperto le sue porte su 6.350 metri quadri. Ospita un gran numero di istituzioni culturali diverse e offre abbastanza spazio per concerti, teatro e insegnamento.

La scala panoramica nell’ingresso. All’interno dominano vetro, materiali chiari e luce naturale.

Il Palazzo Ducale si riflette nella facciata. La Casa della Musica torna in secondo piano e gli edifici storici del quartiere riacquistano una posizione di rilievo

La „sala grande“ odora di quercia e può ospitare 500 spettatori. L’acustica perfetta è adatta a concerti, letture e prove d’orchestra. Nessun rumore dall’esterno entra nella sala.

Tra folclore, jazz e musica classica

Il padrone di casa Wolfgang Laubichler vuole che la Casa della Musica diventi un luogo d’incontri per tutti. Ha in mente programmi che scandagliano il limite tra jazz e musica classica, che trovano spazi geografici e interpretano il folclore nel senso più alto della parola. “La Casa della Musica ha insieme il compito e l’opportunità di pensare fuori dagli schemi, di realizzare cose straordinarie e fuori dal comune”, dice Laubichler.

La varietà degli spazi proposti offre condizioni ottime per gli artisti.

Gli architetti si sono affermati contro 126 competitori provenienti da tutta Europa.

Dietro le quinte: la più moderna scenotecnica.

Architettura innovativa

126 architetti provenienti da tutta Europa hanno partecipato all’appalto per la nuova realizzazione, alla fine hanno vinto Erich Strolz del Tirolo e lo studio d’architettura Untertrifaller del Vorarlberg. Nella fase di preparazione c’è stata una grande discussione sul progetto. Alcuni la vedono come un pezzo di bravura architettonico, che si fonde sottilmente con l’ambiente circostante, altri criticano il colore scuro. “Si dimostra il dovuto rispetto agli edifici storici vicini” dice l’architetto Much Untertrifaller.

Arte da toccare: oggetti per sedersi di Esther Stocker.

La facciata con lamelle in ceramica, che cambiano la loro tonilità a seconda delle condizioni atmosferiche.

L’ingresso con lampada di Werner Feiersinger e un divano di scena di Carola Dertnig.

La facciata è costituita da lamelle di ceramica, in parte fisse, in parte mobili, che sono state ideate proprio per la Casa della Musica. A seconda della luce del sole cambiano il loro colore da nero a melanzana a bruno-rossastro. Dietro la facciata: tanto vetro. L’edificio invita ad entrare – nelle sale per eventi, nella biblioteca o nel ristorante. L’atmosfera all’interno è dominata da soffitti alti, materiali chiari e tanta luce naturale. Una cosa è ben chiara: architettura è sempre questione di gusto e può, anzi deve polarizzarsi, soprattutto se si tratta di arte.

Foto: Günther Egger

Tanta cultura sotto un unico tetto

La Casa della Musica ospita complessivamente 10 istituzioni culturali, tra cui l’Orchestra Sinfonica del Tirolo, il Mozarteum e l’Istituto di Musicologia dell’Università Innsbruck, le Settimane del Festival di Musica Antica, l’Associazione Cantanti Tirolesi, l’Associazione Tirolese della musica degli Ottoni Blasmusikverband Tirol, l’Associazione di Musica Popolare Tiroler Volksmusikverein, il Conservatorio di Provincia Landeskonservatorium e i Kammerspiele del teatro Tiroler Landestheater.

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