Strani diavoli e animali pelosi si aggirano per il Tirolo

Aggiornato il 30.11.2018KlausKlaus
Foto: Lea Neuhauser

L’inverno in Tirolo comincia così: con delle figure strane e inquietanti che si aggirano per le strade ed i paesi. Sono le sfilate dei diavoli, i „Krampusläufe” che vantano una storia ultracentenaria e sono amati e temuti dalla popolazione.

DAM DAM DADA DADA DAM… un frastuono penetrante riempie le vie della cittadina medioevale di Rattenberg quando è in arrivo la Festa di San Nicola, il 6 dicembre. Cominciano a girare i famosi „Peaschtl”, che suscitano paura nei più piccoli mentre gli adulti ammirano i loro insoliti balli da stregoni. Impressionanti anche gli strumenti utilizzati: vecchie taniche di benzina vuote che diventano tamburi suonati con grossi manganelli di legno.

Materiale Video: Alex Lutz/Perchtenpass Reith & David Knörnschild/Seidä Pass

Che cosa significa questo spettacolo dei diavoli? „Le origini sono molto complesse”, ci spiega l’esperto di tradizioni alpine Karl Berger, direttore del Museo d’Arte Popolare del Tirolo con sede a Innsbruck. Una figura di diavolo si chiama “Krampus”. E’ conosciuta come accompagnatore di San Nicola ed era parte fissa nei “Giochi di San Nicola” introdotti un tempo dai Gesuiti. Gli spettacoli tetatrali avevano una funzione educativa e servivano a portare l’uomo nuovamente sulla retta via.

Nelle regioni alpine, oltre a questi diavoli, esiste anche l’antichissima figura leggendaria della „Perchta”, figura femminile, le cui origini risalgono all’epoca pre-cristiana. In suo onore venivano organizzate sfilate nel periodo che va dal 25 dicembre al 6 gennaio caratterizzato da notti particolarmente fredde (le Rauhnächte). Era anche un modo per esorcizzare i divieti visto che si poteva avere un rapporto più libero con cibo e bevande. „Molto probabilmente con il passare del tempo le usanze dei Krampus e delle Perchte si sono semplicemente mischiate”, dice Berger.

Un’usanza antica che trova una nuova diffusione internazionale attraverso i Social Media. Foto: Lea Neuhauser

„Stregone”, „Corridore” e „Tamburista” nella parte est del Tirolo. Foto: Lea Neuhauser

Sono completamente ricoperti di fuliggine „le figure” di Rattenberg e dintorni. Foto: Lea Neuhauser

Scacciare gli spiriti malvagi

„Noi scacciamo gli spiriti malvagi dell’inverno” spiega Martin Knapp parlando dei retroscena di queste usanze. Da 10 anni è membro del gruppo „Seidä Pass” a Kramsach nella valle dell’Inn e come „Tamburista” ha il compito di dare il ritmo alla sfilata. Sono soprattutto i giovani maschi che si organizzano in gruppi (Passen), e mettendo molta passione nel loro hobby. I costumi sono pesanti e vengono cuciti in un lavoro minuzioso e impegnativo con foglie secchie di granturco. Le maschere, le cosiddette „Larven”, sono intagliate artisticamente nel legno e possono costare anche mille euro.

Per due giorni all’anno gli uomini si calano nel ruolo dei „Peaschtl”. „Dopo ho sempre bisogno di qualche giorno libero e di una bella sauna”, spiega ridendo Martin Knapp. Al contrario di quello che avviene in molte altre località della regione, il “Giorno dei Diavoli” che ha luogo nella zona dove abita Martin è tranquillo, senza bastoni e bastonate. „A Kramsach gli spettatori vengono anneriti con la fuliggine. Il lavoro con i tamburi ha un ruolo di primo piano. E ovviamente anche il grande show con il ballo degli stregoni.” Nella bassa valle dell’Inn il repertorio dei diversi ritmi dei Perchten ogni anno diventa più sofisticato.

Il Krampus

Il „Krampus” è la figura che accompagna San Nicola durante l’avvento, nella zona alpina. Il nome deriva dal medio alto-tedesco e significa „qualcosa di secco e asciutto, senza vita”. Le prime fonti scritte sui Krampus risalgono al 15.mo e 16.mo secolo. A seconda delle varie regioni vi sono molti nomi diversi e anche tradizioni differenti. In Tirolo si parla di diavoli, di Perchten, Krampus o Kleibeife. Le sfilate con i Krampus, le Krampusläufe, hanno assunto in varie zone un carattere esibizionistico che diverte grandi e piccini.

Con i campanacci vengono scacciati gli spiriti maligni dell‘inverno. Foto: Lea Neuhauser

Krampus nella valle Zillertal. Foto: Bernhard Aichner

Maschere tradizionali: i Krampus di Igls. Foto: Bernhard Aichner

Differenze locali

Per quanto riguarda le maschere, gli abiti e lo svolgimento delle sfilate ogni località ha la propria usanza caratteristica. Nell’alta valle dell’Inn già a partire da metà novembre si possono incontrare i diavoli (i „Tuifl”). A Haiming, oltre ai consueti abiti di pelle si sono affermati i pantaloni rossi. „Questo fatto deriva dalle antiche immagini poste sui dolci tipici di panforte, sempre decorati con un Krampus con le gambe rosse”, spiega Simon Wegleiter del gruppo dei Krampus di Haiming.

A Matrei nell’Osttirol (Tirolo orientale) invece si incontrano i „Kleibeife”, diavoli con enormi maschere di legno e enormi e rumorosissimi campanacci che creano anche paura e spavento. Il loro obiettivo: buttare gli spettatori per terra. Una loro particolarità è anche il „tirare il tavolo” („Tischzoichn”). Gente particolarmente coraggiosa si siede dietro un pesante tavolo di legno e cerca di usarlo come arma contro i Kleibeife in arrivo. Le sfilate sono diventate spettacoli e la commercializzazione di questa usanza non viene ben vista da tutti a Matrei. Soprattutto l’uso dei mezzi pirotecnici è malvisto.

Nella parte del Tirolo del Nord l’uso del fuoco e del fumo sono parti integranti dello spettacolo. „Io rispetto le radici di questa tradizione, ma proprio partendo da esse vedo anche la possibilità di una reinterpretazione”, dice Martin Knapp. Anche nella sua regione vi sono gruppi molto tradizionali che rifiutano che ci siano maschere che ricordano più „Il Signore degli anelli” che le vere usanze alpine. La culla dei diavoli „Peaschtl” è considerata la località di Breitenbach al fiume Inn, i loro gruppi sono considerati fra i più autentici.

Durante il giorno di San Nicola nell’Osttirol sono in giro i diavoli „Klaubauf”. Foto: Osttirol Werbung/Zlöbl

Krampus di Wenns nella valle Pitztal. Foto: Klaus Kranebitter

I diavoli Haiminger Krampusse hanno pantaloni rossi sotte le pelli. Foto: Gruppo Krampus Haiming/Benjamin Pohl

Per lo studioso delle tradizioni Karl Berger la discussione su questi diavoli è uno specchio dei nostri tempi. „Oggi queste usanze creano un conflitto tra tradizione e modernità. Da un lato i gruppi mettono in risalto l’uso regionale. Dall’altro molti accettano elementi che derivano dalla cultura Heavy Metal o che provengono dal mondo del cinema. Anche i social media sono un tema importante per questi gruppi”, dice Karl Berger.

Martin Knapp lo conferma. Il video facebook che mostra il suo gruppo „Seidä Pass” entrare nella cittadina di Rattenberg è stato cliccato 8 milioni di volte. Un fatto incredibile. La tradizione alpina ha avuto improvvisamente dei „likes” da tutto il mondo e il gruppo ha avuto richieste a non finire. Come effetto collaterale curioso il gruppo è stato persino invitato alla Fashion Week di Parigi perché il video aveva suscitato la curiosità di un designer di moda. “Siamo rimasti veramente sorpresi di questo grande interesse. Ma trovo fantastico poter far conoscere la nostra tradizione in un contesto così internazionale”, dice Martin Knapp.

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