Un Hotel 5 stelle superior che profuma di legno

Aggiornato il 10.03.2020AlexanderAlexander

E‘ possibile costruire e gestire un hotel cinque stelle superior con oltre cento letti in maniera completamente ecologica? L’hotel Naturhotel Waldklause nella valle Ötztal è riuscito nell’intento e continua a stupire gli ospiti. Vi raccontiamo come una visione si è trasformata in una storia di successo.

Si entra nella valle Ötztal, si prosegue fino alla località di Längenfeld e nel centro del paese si svolta a destra verso il fiume Ötztaler Ache. Ed eccolo lì. L’hotel si fa notare subito. O quasi. Una costruzione naturale imponente, in parte circolare e su più livelli, tutta circondata da alti pini tipicamente alpini. Un’opera architettonica ben riuscita, decisamente originale e piacevole, vien da pensare a prima vista. Ma le sorprese arrivano quando ci si avvicina. Bisogna guardare anche cosa si cela dietro la facciata della bellissima costruzione in legno.

L’hotel è stato costruito con tecnica in legno massiccio senza uso di colle o viti. L’isolamento è in lana di pecora tirolese, le facciate e la statica unicamente con legni provenienti direttamente dalla valle e a questo si aggiunge una rete di fornitori tutti regionali: il Naturhotel Waldklause è l’emblema dell’ecologia. Ma un’ecologia moderna fatta di design. 5 stelle ed ecologia si possono sposare davvero?

Una splendida facciata in legno abbellisce il Naturhotel Waldklause.

Nel 2001 sono cominciate le progettazioni, l’hotel ha aperto i suoi battenti tre anni dopo. Situato a metà tra il bosco e il limite del paese di Längenfeld nella valle Ötztal. All’epoca l’hotel era la più grande costruzione in legno di tutta l’Austria. Di cemento armato erano obbligatoriamente i due vani scala con le uscite di sicurezza e i vani per gli ascensori. „Questo era imposto per legge e anche oggi non potrebbe essere costruito diversamente“, racconta Johannes Auer. Lui è uno dei due figli dei costruttori e degli ideatori del Waldklause. Irene e Edmund Auer hanno progettato l’hotel che fino ad oggi è a conduzione famigliare.

Johannes Auer parla con grande piacere dell’impronta ecologica della casa, mostra i tasselli di legno nelle pareti massicce di cembro o di abete, che sostituiscono qui la funzione di viti, chiodi o colla. Ma all’epoca, circa vent’anni fa „siamo stati un po’ derisi. In tanti ci hanno spiegato come si costruisce in maniera diversa e molto più economica“, si ricorda. Ma gli ideali della famiglia Auer si sono espressi con una caratteristica che viene associata ai tirolesi in genere e ai locali della valle Ötztal nello specifico. „Si dice che possiamo essere molto testardi“, spiega Johannes Auer e sorride sotto i baffi. Oggi lo vede in maniera più pragmatica: „abbiamo puntato sul cavallo vincente nel momento giusto“. E lui sa di che cosa parla. Con un Hotel a cinque stelle vanta un’occupazione media del 94 per cento, la più alta di tutta la valle Ötztal. Volontà di ferro e determinazione hanno reso possibili traguardi e riconoscimenti importanti: certificazioni per l’uso esclusivo al 100% di corrente ecologica, riconoscimenti da parte dell’Alleanza per il clima della regione del Tirolo (Klimabündnis Tirol), di Ecotirol e del parco naturale Ötztal, un riconoscimento in platino come leader ecologico da parte di tripadvisor, il riconoscimento europeo per l’ecologia e quello nazionale del ministero austriaco per l’agricoltura e selvicoltura, l’ecologia e per le acque. Tutto ciò richiede impegni notevoli: dalla catena dei fornitori agli alimenti utilizzati, dalla realizzazione delle stampe pubblicitarie fino al concetto dell’hotel sullo smaltimento in proprio dei rifiuti, ogni aspetto viene messo sotto una lente di ingrandimento. Ma sono le cose piccole di ogni giorno ad essere le vere sfide per Johannes Auer, la sua famiglia e i suoi 70 dipendenti. Unire sotto lo stesso tetto ecologico 59 stanze e le cinque stelle sono una sfida continua.

Johannes Auer ha una marcia in più nella gestione tra lusso ed ecologia.

Fragole e temperatura della piscina

Croce e delizia: ecco cosa implica gestire in maniera ecologica un Hotel 5 stelle. A cominciare dal buffet. „Una grande protesta si è levata quando ci siamo decisi a non offrire più fragole d’inverno“, si ricorda Johannes Auer. Eppure: l’ostinazione di noi della valle Ötztal e la conoscenza dell’impronta ecologica lasciata dalle fragole che arrivano con l’aereo alla fine hanno avuto la meglio. Quando passeggia nell’hotel – per i corridoi, le sale della spa fatte in legno che sprigionano un profumo di cembro o lungo la piscina – non gli manca mai l’occhio per i dettagli e per ulteriori potenziali miglioramenti. Per esempio ridurre la temperatura della piscina o della vasca esterna di uno o due gradi. E l’ha provato. Le risposte sono arrivate chiare e nette: nessun cambio della temperatura! E qui si è subito adeguato.

Il pool esterno nel Naturhotel Waldklause.

Ed è proprio questo equilibrio giornaliero che va rispettato: la comunicazione, il decidere insieme, il trovare nuove possibilità e adeguamenti, tasselli piccoli. Dove è possibile confrontarsi anche con agli ospiti. „Per questo qui abbiamo cercato a lungo una buona soluzione ma fin adesso non l’abbiamo trovata“, dice Johannes Auer mentre spacchetta due confezioni di pantofole dal letto di una suite. „Non esiste lavanderia o offerente che dopo il lavaggio mette le pantofole non in plastica. Allora abbiamo trovato noi una soluzione.“ Abbiamo creato e fatto stampare da una stamperia locale delle bustine realizzate al 100% con carta riciclata. Così tutte le pantofole della Waldklause vengono fornite in queste buste di carta e in seguito pulite nella propria lavanderia. Su una piccola insegna nel terzo piano gli ospiti possono leggere che per fare questo usiamo unicamente detersivi ecologici. Un altro piccolo tassello.

Visto che le pantofole venivano fornite solo in buste di plastica sigillata, l’Hotel Waldklause…

…ha fatto preparare speciali confezioni personalizzate.

Ma cosa significa esattamente: „essere ecologico“? Che succede se ci si deve decidere tra bio o regionale? „Nel dubbio preferisco la regionalità alla certificazione bio”, dice. Guardando prodotti come l’erba cipollina proveniente dal Venezuela può solo scuotere la testa. Anche Irene Auer la pensa così. Lei cura il giardino delle erbe che si trova su un terrazzamento al primo piano. Anche nella cucina si cerca di usare il più possibile prodotti di contadini locali.

Nella cucina vengono usato quasi esclusivamente prodotti regionali.

Anche gli ospiti forniscono suggerimenti

Si continua anche con le bevande: cercando un’alternativa alle cannucce di plastica – quelle di carta si sono subito sfatte e il vetro non era praticabile – l’indicazione giusta è arrivata da un ospite: una impresa sudtirolese produce cannucce di una materia sintetica completamente compostabile. Esse sono in uso adesso in tutto l’hotel. Unico inconveniente: sono così simile alle cannucce antiecologiche di plastica che gli ospiti non notano la differenza.

All’Hotel Waldklause si beve con cannucce completamente compostabili.

Ci sono anche altri ambiti, racconta Auer, nei quali i compromessi non danno nell’occhio. Il tema dell’acqua per esempio. Di questo un hotel – soprattutto con una grande spa – ha un enorme bisogno. Un consulente energetico ha analizzato questo tema a fondo e ha trovato un potenziale per l’ottimizzazione: regolatori per il risparmio di acqua da applicare a rubinetti, toilette e docce. Soprattutto questi ultimi hanno inciso tantissimo abbassando il consumo da 15 a 7 litri al minuto. Gli ospiti non hanno neanche notato la differenza.

Con docce speciali il Waldklause risparmia oltre il 50% dell’acqua.

Dalla stanza da bagno al garage. L’automobile dell’hotel ovviamente è elettrica, una Renault Zoe. Viene messa regolarmente in carica presso una delle tre stazioni disponibili utilizzando esclusivamente corrente ecologica, la stessa che alimenta tutto il plesso. L’energia per il riscaldamento, l’acqua calda e similari viene fornita dalla centrale di biomassa di Längenfeld, a neanche 2 km di distanza. Questo è una grande fortuna perché con impianti solari sul tetto non si arriverebbe mai a coprire il fabbisogno di una struttura di queste dimensioni. All’inizio la centrale era stata costruita per le vicine terme „Aqua Dome“, oggi la centrale fornisce calore a distanza a tutta la località. Il calore viene prodotto da legno di scarto della regione e se si confronta la capacità dell’impianto con quella di una produzione energetica da olio combustibile – ancora molto comune qui nelle Alpi – la centrale risparmia all’anno circa 13.800 di tonnellate di  CO2.

La cura del bosco

Mentre la provenienza di calore e ed elettricità è invisibile, c’è qualcosa di onnipresente e ben tangibile in tutto l’Hotel, sia dentro che fuori: il legno. Lo si trova ovunque: muri interni (abete o cembro) ed esterni (larice), guardando fuori dalle porte finestre che affacciano direttamente sul bosco o passeggiando per il sentiero che circonda la struttura tra larici e abeti che fanno il solletico ai tetti dell’Hotel. “Waldklause” tradotto letteralmente significa “eremo nel bosco” e „cosa sarebbe un eremo nel bosco senza il bosco stesso?“, dice Johannes Auer. Mentre cammina si ferma davanti a un vecchio albero ormai morto alto ben 5 metri. Guarda in su con attenzione: „Un picchio ha fatto un nido proprio lì. Meno male che non l’abbiamo abbattuto.“ Il suggerimento era arrivato dal guardaboschi locale – gli Auers lavorano in stretta collaborazione con lui.  Proprio come nove anni fa quando l’hotel è stato ingrandito e sono state aggiunte le costruzioni rotonde di legno. „All’epoca abbiamo fatto censire ogni albero del bosco per sapere quali fossero più adatti per la costruzione e  come si potesse utilizzare al meglio il legno per abbatterne il meno possibile“. Tutto il legno è stato preso dal bosco qui attorno a Längenfeld e in seguito tutti gli alberi sono stati rimpiazzati dal guardaboschi con specie locali: cembri, abeti, larici.

Al Waldklause il legno è onnipresente.

Il legno proviene da boschi locali.

Qui il design incontra la naturalezza.

La costruzione con legno massiccio non ha bisogno di viti e colla.

Il verde si incontra non solo fuori, ma anche dentro.

Il legno è onnipresente: sia che si tratti di copertura per radiatori o cesti per la carta.

Chiedendo ulteriori informazioni sul modo di costruire con il legno massiccio, l’architetto Markus Kastl mette in risalto l’unione tra un concetto ecologico per un hotel che si impegna per la propria regione ma che tecnicamente agisce con i requisiti dei tempi moderni. C’erano degli ostacoli da superare. „La costruzione di legno aveva delle problematiche soprattutto per quanto riguardava i necessari requisiti acustici “, spiega Kastl. Johannes Auer si ricorda molto bene di queste problematiche. Oggi ci si può ridere sopra e raccontarle. All’inizio del progetto dice, la costruzione del Waldklause era quasi destinata a fallire. Le onde acustiche erano troppo forti, i prototipi delle prime stanze assorbivano troppo il suono. Infine venne fatta una ricerca precisa ed insieme ad un ingegnere di costruzioni biologiche dell’università di Innsbruck venne trovata anche una soluzione. Una soluzione naturale, nuovamente in legno: i pannelli di sughero.  Ogni stanza è un’unità a se e completamente isolata attraverso uno spesso strato di sughero. Così il suono rimane escluso, il silenzio avvolge passando per corridoi e stanze. Percezione ulteriormente ampliata da tappeti di feltro presenti un po’ ovunque in hotel. E da dove proviene il feltro? “E’ tutto rigorosamente di lana di pecora prodotto da un struttura locale, l’Ötztaler Schafwollzentrum“, dichiara Auer. Quasi un obbligo storico visto che suo nonno era un pastore del posto.

Anche in futuro Johannes Auer attraverserà i suoi ambienti con occhio attento. Le sfide quotidiane, la voglia di trovare migliorie specifiche, i suoi compromessi accettabili per piccoli e grandi cambiamenti proseguiranno. E’ scontato. La gente del posto è conosciuta per la sua testardaggine e questa può essere anche una cosa molto positiva.

Foto: Jörg Koopmann & Lene Harbo Pedersen

Alexander

Alexander Zimmermann adora la montagna e appena possibile scappa sui monti indossando scarpe da trekking oppure scarpette da arrampicata. D’inverno adora lo sci alpinismo e lo sci di fondo. Come giornalista e stratega fa il pendolare tra Monaco, Tirolo, Amburgo e Heidelberg.

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